Tisana ed olio a base di Cannabis, secondo personale informazione ed utilizzo.

Il presente articolo descriverà la parte pratica della terapia stessa, perché possa essere utile a chiunque voglia saperne di più ovviamente da chi la usa a scopo terapeutico. Preciso che non sono un medico ma una paziente che usa cannabis terapeutica dallo scorso 2010.

E’ quindi importante sapere che:

Gli effetti benefici della cannabis sono riconosciuti dall’Unione Europea e viene usata per varie tipologie di malattie: Sclerosi Multipla, Parkinson, AIDS, Depressione, Malattia del dolore(anche quella post chemio), Fibromialgia, Epilessia anche infantile, Anoressia, Ipertensione e tante altre.

E’ un vasodilatatore, un miorilassante naturale ed ha azione antinfiammatoria. E’ una terapia farmacologica a tutti gli effetti ed è utilizzata a livello farmacologico in tutto l mondo, ovviamente secondo la conoscenza e le leggi che la regolano nei rispettivi paesi.

Attualmente in Italia è un farmaco di fascia B quindi ed è scaricabile come tanti altri farmaci, inoltre è possibile acquistarla in farmacia tramite ricetta bianca del proprio medico curante o dello specialista oppure la si può avere tramite ASL, con i relativi moduli emessi dal Ministero della Salute, anche se la prassi burocratica sembra ancora poco chiara e complicata per molti medici.

In ogni caso, per poter accedere alla cannabis tramite Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è necessario che lo specialista o anche il medico di base redigano un Piano Terapeutico da consegnare al medico che ne emetterà ricetta. Quest’ultima dovrà essere consegnata in farmacia per poter prenotare il prodotto.

In ogni caso il Piano Terapeutico è gratuito quindi i medici che ne pretendono il pagamento lo fanno per propria iniziativa e non certo per un’obbligatorietà in particolare.

Solo le farmacie galeniche possono distribuirla sul mercato, qualsiasi medico può prescriverla purché in caso di patologia accertata, ed esistono varie tipologie di cannabis farmaceutica di cui la provenienza può essere italiana, canadese o olandese.

Le tipologie più usate sono il bedrocan 19% THC E 1% CBD, il bedrobinol 12% THC e 1%CBD, ed il bediol al 6% THC e 7,5% CBD ma ce ne sono molte altre e possono essere prescritte tutte, solitamente in infiorescenza, olio, crema o in pillole.

L’impegno della nostra Associazione continua fin dalla propria costituzione nella ricerca di pazienti che vogliano certificare, anche anonimamente, la propria esperienza in merito partecipando ad una raccolta dati che si spera possa dar vita prima uno Studio Osservazionale e poi ad uno Studio Clinico Controllato che possa incentivare medici e Regioni ad assumersi non solo l’onere delle spese ma soprattutto della definizione di linee guida che facilitino l’iter burocratico per l’acquisizione del farmaco quanto la gestione della cura stessa, perché la salute sia un diritto e non un privilegio di pochi.

Contestualmente sarebbe utile una maggior conoscenza dei benefici che si possono raggiungere aiutando i medici di buona volontà oltre il paziente affinché possa vivere e gestire la propria malattia senza doversi caricare anche di effetti collaterali importanti e gratuiti.

A tal proposito abbiamo creato il seguente progetto:

http://www.ccsvicampaniaonlus.it/ccsvi-campania/scheda-articolo.asp?id=65

 

La tisana:

Ogni persona necessita di una terapia personalizzata, lasciate perdere chi dice il contrario perché non è uguale per tutti, ecco perché per alcuni pazienti sembra non avere effetti benefici o per altri sembra creare addirittura danni psicotici.

Per essere chiari se raggiungi la tua dose ideale gradualmente e poi, per qualsivoglia motivo la sospendi, devi ricominciare rispettando un’assunzione graduale del farmaco.

Per chi non l’ha mai usata è assolutamente necessario cominciare con piccole dosi, soprattutto perché il paziente impari ad ascoltare il proprio corpo e ad avere fiducia nella cannabis, non perché se ne debba convincere a prescindere dalle travaganti notizie in materia ma se la dovesse assumere credendo di usare una droga, beh, l’aspetto psichico non lo esulerà da lievi o forti attacchi di panico: non morirà né ne contrarrà alcun danno fisico ma di certo non ci proverà più, lasciandola definitivamente. Questo è accaduto e continua ad accadere e non è necessario, almeno non lo è per il paziente.

Ritornando alle dosi, bisogna cominciare con un quantitativo minimo (30 mg) per 3 volte al dì, per poi arrivare alla dose esatta.

Quest’ultima si riconosce dopo circa 15-20 minuti dall’assunzione perché il paziente avvertirà qualcosa di diverso; ricordo che alla prima tisana piansi come una bambina perché il beneficio mi fece rendere conto fino a che punto non riuscivo a controllare il mio corpo…. E smettetela di pensare ad una droga perché un bicchiere di vino o liquore ti possono oscurare il cervello mentre la cannabis te lo riconnette al corpo e viceversa! Senza io non parlerei limpidamente né potrei pensare lucidamente come faccio per non dilungarmi su tanto altro e come me ci sono milioni di pazienti che la usano per raggiungere e mantenere una migliore qualità di vita.

Tornando a noi.

Potete fare la tisana usando latte o acqua, in ogni caso parliamo del corrispettivo di una tazza da thè (anche un pò più della metà va bene).

La cannabis si scioglie meglio in un grasso quindi se usate l’acqua è consigliabile aggiungere la punta di un cucchiaino di burro o anche di panna fresca o crema di latte. Diversamente andrà bene lo stesso ma, in ogni caso, l’infiorescenza va tritata ed introdotta nel liquido facendola cuocere a fuoco basso per almeno 15 minuti evitando l’ebollizione, soprattutto del latte; la cannabis non deve subire temperature al di sopra dei 110 gradi. In ogni caso il liquido assumerà un colore verdognolo perché parte della cannabis si scioglierà.

Fatto ciò, a preferenza, potete scegliere di passare l’infuso con un colino cercando di recuperare i residui grattandoli attraverso lo stesso, oppure ingerire il tutto aggiungendo caffè e zucchero o cioccolato, secondo il gusto.

Molto più comoda è l’assunzione tramite olio di cannabis.

Potete chiedere al vostro medico di inserirlo nel vostro piano terapeutico o, volendo, potete farvelo da soli. Personalmente lo preferisco e quindi ne condivido la mia ricetta con voi.

Occorrente e procedimento:

  • le dosi sono di 1 gr per ogni 100ml di olio extravergine d’oliva di buona qualità e sapore.
  • un barattolo di vetro ermetico e asciutto (io riciclo quello dei legumi precotti e, oltre a lavarlo bene, lo faccio sterilizzare in acqua tramite ebollizione.)
  • abbastanza contagocce di vetro da poter travasare tutto l’olio. Io li acquisto su internet ma li vendono anche in farmacia. i contagocce devono essere puliti quindi lavati e sterilizzati oltre che fatti asciugare prima del travaso e dopo averli riempiti vanno conservati in un luogo fresco, asciutto e al buio.
  • inserire l’olio e la cannabis finemente tritata nel barattolo stando bene attenti a riempirlo quasi tutto. Io mi aiuto con una bilancia che ha anche la tara ed i barattoli indicano sempre la capacità di contenimento, quindi non sarà difficile procedere.
  • potete chiudere il barattolo e lasciare il tutto in infusione tutta la notte, al buio, procedendo ad una prima estrazione a freddo. Diversamente potete passare direttamente alla cottura a bagnomaria ma fate attenzione a chiudere bene il tappo, anche girandolo sottosopra per assicurarvi che sia effettivamente ermetico e che la cannabis si amalgami bene all’olio.
  • mettete sul fuoco un pentolone alto portandolo ad ebollizione e poi, abbassando la fiamma, inserite lentamente il barattolo di vetro nell’acqua; la pressione creerà un sottovuoto a tutti gli effetti.
  • la cottura continuerà a fuoco basso per circa 8-12 ore. Io le ho provate entrambe ed effettivamente più cuoce e più è carico ma a volte il tempo a disposizione non è abbastanza, ecco perché vi conviene farlo in 3 step: il 1° giorno per l’estrazione a freddo, il 2°per farlo cuocere a bagnomaria ed il 3° per travasarlo.
  • Si raccomanda di far raffreddare il barattolo nell’acqua una volta spento il fuoco; non provate a toccarlo e non aprite il barattolo fino a quando non sarete pronti per il travaso.
  • ogni contagocce dovrebbe riuscire a contenere circa 14 gocce, anche qui vale l’attenzione a raggiungere la propria dose gradualmente.
  • L’olio si può assumere direttamente svuotando il contagocce sulla lingua o miscelandolo in un pò di latte, succo di frutta, thè, su una bruschetta quanto un cibo, l’importante è non diluirlo troppo e di non tracannarlo: l’olio dev’essere usato come un farmaco sublinguale.
  • lo stesso olio può essere usato a livello cutaneo tramite massaggio caldo, l’effetto è strabiliante rispetto rigidità e tremori: provare per credere!
  • I benefici saranno fisici e non avrete nessun offuscamento mentale, in qualche caso pesantezza di stomaco quindi prendete sempre una protezione almeno 15 minuti prima. Diversamente potreste sentire una sensazione di adrenalina ma tutto passerà in pochissimi giorni, al massimo 4. Ottimi i risultati in qualità di forza, equilibrio, spasmi, dolori, contenimento della vescica, disturbi del sonno, sensibilità sessuale.

Aerosol 

La cannabis si può anche assumere tramite aerosol, procurandosi l’apparecchio specifico denominato Volcano. Strumento facile da usare e molto salutare, aiuta infatti anche a combattere le riniti allergiche e l’asma bronchiale. La cannabis usata per l’aerosol può essere poi “riciclata” per fumarla con il drum (tabacco). Non che sia benefico visto che il tabacco nuoce alla salute ma per i fumatori può essere un modo per diminuire le sigarette confezionate, il che gioverebbe a prescindere dalla cannabis. Molti fumatori, in verità, quando imparano ad usare l’aerosol portatile smettono addirittura di fumare.

Per i fumatori

L’so di cannabis in questione è forse quello più conosciuto ma anche quello che rilascia minori benefici, pertanto è bene informarsi correttamente rispettandone sempre il graduale quantitativo di assunzione, indicato in precedenza. La differenza sta nel fatto che la combustione distrugge alcuni dei recettori della pianta, riducendone i benefici.

Quindi può essere comodo fumarla quando ci si sente bene, per dormire meglio, per regolarizzare l’umore e/o si voglia intendere come una sorta di mantenimento ma non può dare i benefici di tutti gli altri metodi di assunzione.

Fumare la cannabis non significa riempire la cartina di infiorescenza ma aromatizzare il tabacco, il che è diverso dal solito “spinello”.

Se proprio scegliete di fumarla vi consiglio di usare cartine corte, tabacco sfuso senza additivi e soprattutto i filtri. Questi ultimi non riducono l’effetto ma vi aiutano a non assumere tutta la nicotina del tabacco. Personalmente oso un barattolino che riesce a contenere 5 gr di tabacco e 1 gr di cannabis, tutto finemente tritato.

EFFETTI COLLATERALI E AVVERTENZE:

La cannabis, presa in eccesso, può scaturire assuefazione, ansia, apatia e/o sonnolenza. E’ quindi consigliabile non eccedere ed imparare a percepire quando il corpo può farne a meno.

Personalmente, quando mi sento bene, evito di assumerla per qualche giorno. Altro sintomo è la fame chimica, gestibile dalla consapevolezza stessa.

ATTENZIONE:

La cannabis che proviene dal mercato nero non può dare gli stessi effetti benefici di quella legale e può scaturire intolleranze o allergie, perché trattata in ambienti non sterili, spesso con agenti chimici nocivi e/o sostanze stupefacenti.

Il link delle disposizioni ministeriali per aggiornare i medici:

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=3842&area=sostanzeStupefacenti&menu=sostanze

Spero di essere stata utile e chiara.

Sottolineo che tutte le notizie date sono frutto di personale informazione ed esperienza, condizione scaturita dalla necessità di curare la mia SM e dalla mancanza di riferimenti precisi e chiari, pertanto qualora ci fossero inesattezze o consigli in merito prego segnalarli.

Grazie!

Scarica l’informativa in Pdf da consegnare al tuo medico ma tieni presente che il facsimile della ricetta aggiornata è quella nella foto qui sotto!

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